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Tavola razionale
"Il compromesso"

La parola può indurci a pensare ad un senso negativo della sua applicazione.

In realtà non è così perché può avere una doppia valenza sia positiva che negativa, dipendente dalla situazione o circostanze in cui scegliamo il compromesso. Nella nostra vita quotidiana siamo sempre costretti a trovare un compromesso per equilibrare e pianificare una parte della nostra esistenza in rapporto con la persona amata.

Le prese di posizione autoritarie e totalitarie creerebbero attrito e contrasto tra le persone di qualsiasi genere e razza.

Questo tipo di atteggiamento si assume quando si sono persi di vista certi valori spirituali e morali che avremmo dovuto continuare a coltivare.

La nostra testardaggine e presunzione legate ad una buona dose d’orgoglio creerebbero una frattura fra noi e il resto della società, in particolare verso le persone che amiamo. Quando incominciamo ad amare i nostri desideri in maniera ossessiva, ecco che comincia la discesa verso una gola profonda.

In tal caso dovremmo soffermarci a riflettere in maniera obiettiva per trovare la giusta decisione, anche se la stessa necessita di un compromesso. Nella realtà ciò non corrisponde ad una resa che ci potrebbe far sentire sconfitti, bensì ad un passaggio obbligato, come fosse un ponte, utile per raggiungere la nostra meta.

Questo principio è applicabile a situazioni in cui il compromesso è necessario per un limitato periodo di tempo. In altri casi, invece, sono le nostre idee che avrebbero bisogno di una rettifica. In tal senso il tempo utile potrebbe essere maggiore.

La difficoltà sta nel dover modificare alcune nostre convinzioni che potrebbero essere radicate nel nostro IO-IN* sin dall’infanzia,  attraverso  un  certo  tipo  d’esperienza  o dall’educazione impartitaci.

Alcune volte siamo convinti di ciò che crediamo a tal punto da essere accecati e chiusi, non permettendo a niente e nessuno di modificare, seppur in una certa misura, i nostri ideali o convinzioni. In altre occasioni la nostra fermezza è dovuta ad una mancanza d’esperienze che non ci hanno permesso di crescere e di acquisire la giusta maturità.

In tutte queste circostanze il compromesso s’inserisce come unica alternativa per mediare queste nostre mancanze. Una certa dose di saggezza è altresì indispensabile per valutare anche la possibilità di un compromesso. Nei rapporti affettivi queste decisioni, sono le più difficili perché ci coinvolgono in maggior misura nei sentimenti emotivi.

Quando ci si presenta la situazione dovremmo circondarci d’amore in qualsiasi forma ci sia donata perché ciò é necessario per la costruzione di una nostra forte personalità e sicurezza.

È necessario anche fissare un obiettivo preciso e importante nella nostra vita concentrandoci sullo stesso amandolo più di noi stessi.

Il percorso sarà sconnesso ed in certi punti necessiterà di alcuni aggiustamenti che potremmo definire“ compromessi”.

Il compromesso è per una giusta causa, qualsiasi esso sia, e non è mai sinonimo di debolezza personale o interiore ma al contrario, in alcuni frangenti, diventa strategico ed elemento portante per la concretizzazione di un nostro progetto. Un compromesso non è mai unilaterale, ma a doppio senso, perciò implica sempre un accordo tra entrambe le parti le quali riconosceranno l’utilità di tale accordo.

Nel caso specifico della carta, il compromesso è riferito a situazioni di tipo sentimentale, familiare o di coppia, ma non per questo motivo non valido per tutte le situazioni che lo richiederebbero.

Il colore a cui è associato è il rosso primario e caldo.

Per creare il colore arancione sono necessari il giallo ed il rosso indipendentemente dalle variabili della quantità di ciascun colore. Il colore ottenuto potremmo definirlo un compromesso tra questi due colori primari.

L’immagine è di un tramonto pompeiano di rossi accesi e aranci intensi che fanno da congiunzione tra il blu oltremare ed il celeste crepuscolare annunciatore della notte.

Il compromesso è come un ponte che ci permette di congiungere due estremità opposte che altrimenti non potremmo superare.

I ponti possono essere di vario genere, ma tutti hanno le stesse caratteristiche, sono solidi e duraturi nel tempo. Ad un certo punto, su di un ponte, potremmo avere la sensazione di essere sospesi nel vuoto, producendo in noi una certa percezione di vulnerabilità e angoscia; questi però sono sensi fisici dettati dalla paura o da certe fobie, perché a livello inconscio siamo convinti di essere al sicuro e di poterlo attraversare.

Questa metafora del ponte ben si addice al significato ed al ruolo del compromesso. Potremmo sembrare vulnerabili a livello fisico avendo la sensazione di spiccare un salto nel vuoto, ma nella realtà del nostro IO-IN* saremo certi che il passaggio verso lo stadio dell’equilibrio sia sentimentale sia emotivo-spirituale in rapporto a tutto ciò che ci circonda è possibile e utile.

Un ponte si costruisce, mattone su mattone, dopo aver realizzato un progetto preciso e dettagliato. In uguale misura il compromesso si costruisce dopo molte riflessioni e analisi, con precise valutazioni delle possibilità negative e positive che vertono tutte ad un unico obiettivo, quello di trovare il giusto punto d’incontro tra ciò che noi desideriamo e ciò che l’altro desidera, facendo in modo che alla fine non ci siano due scontenti bensì due persone ragionevoli che hanno capito il grande valore del proprio gesto per il bene comune.

Questa attitudine vale anche per decisioni che riguardano altri aspetti della vita, non solo relazionali.

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