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Tavola razionale
"Il muro"

I muri possono essere di molteplici generi fisici: grandi o piccoli, di mattoni, di pietra, di cemento, ecc.

Oppure psicologici: credenze, idee inculcateci sin dalla nostra infanzia, emotività, barriere quali la timidezza, soggezione, paure, fobie. Di qualsiasi genere siano, rimangono barriere ad ostacoli di difficile superamento.

Potremmo arrivare ad un certo punto della nostra vita dove ci sentiremmo impossibilitati a proseguire il nostro cammino a causa del muro che ci troviamo di fronte. Dovremmo capire da cosa è scaturita la costruzione di questo metaforico muro, individuandone la genesi ed il genere. Ora non abbiamo altra scelta che superarlo altrimenti saremmo costretti a fermarci innanzi ad esso attendendo lo scorrere lento e inesorabile del tempo sino alla fine dei nostri giorni. Probabilmente, pietra su pietra, non ci siamo resi conto che siamo stati proprio noi i costruttori di tale ostacolo, consciamente o inconsciamente, disinteressandoci dei valori esistenziali sottovalutandone l’importanza e l’applicazione nella nostra vita.

Il coinvolgimento nella frenesia di questa società sempre più in movimento e alla ricerca spasmodica di tutto e di tutti potrebbe averci distolto, disequilibrandoci, dal percorrere la retta via libera da ostacoli. È probabile che un nostro atteggiamento o scelta abbia indotto il nostro prossimo a bloccarci, creando momenti che ci abbiano ostacolato. Potremmo aver sospese alcune cose da regolarizzare che ci stiamo trascinando da parecchio tempo non avendole mai affrontate seriamente. Più il muro è alto più è difficile superarlo e dovremo dunque definire la sua altezza per poter capire la soluzione migliore per poterlo fare; inoltre dovremmo comprendere come è: psicologico, emotivo o fisico?

La prima cosa necessaria dovrebbe essere un’autoanalisi obiettiva della situazione che stiamo vivendo e del perché si è creata. Nella maggior parte dei casi le cause sono da ricercare in noi stessi quindi ponendoci nella condizione psicologica di poter dialogare con il nostro IO-IN* troveremo le risposte.

Sicuramente potremmo aver commesso degli errori che si sono consolidati in pietre, tralasciando di appianare i problemi in sospeso.

Una volta individuati i pregressi dovremmo sforzarci di regolarizzare tutte le posizioni aperte e così facendo staremmo già diminuendo l’altezza del muro. Tutto comincerà a sembrarci meno impossibile e inizieremo a renderci conto di quanto veramente valiamo.

Avremmo bisogno di tranquillità per valutare, serenamente, la nostra vita sino a quel momento, passo dopo passo, individuando dove e cosa abbiamo lasciato in sospeso. Potremmo ricercare tale tranquillità interiore evadendo dalla routine quotidiana, immergendoci nella natura cercando l’armonia con essa.

In tale stato, di certo avremo molte risposte interiori che il nostro IO-IN* ci indica ma che presuntuosamente continuiamo a rifiutare.

Le risposte potrebbero essere di vari generi ed inerenti, come in precedenza detto, le nostre emozioni, i nostri pensieri, idee ed il nostro status di vita.

Perché non riusciamo a gestire le nostre emotività?

Perché ci impuntiamo su alcune nostre idee, pensieri, opinioni senza dar spazio a possibili analisi riflessive posteci da eventuali interlocutori meritevoli di stima e apprezzamento?

Perché non accettiamo eventuali svolte di vita che sarebbero necessarie per aggirare il muro che noi stessi ci siamo costruiti? Non esistono delle risposte predeterminate e ognuno di noi dovrebbe trovarsele perché ogni caso o situazione è a sé, ed è solo chi la vive che può rispondere al proprio IO-IN*.

Sarebbe indispensabile porsi degli obiettivi precisi che vertono alla soluzione di problematiche in corso o del passato che, se in sospeso, continuerebbero a porsi come un muro che ostacola il nostro cammino esistenziale. A livello generale potremmo sostenere che sarebbe necessaria una purificazione fisica, spirituale, psicologica ed emotiva che ci permetterebbe di non costruirci più i muri della vita.

Da questo momento vorremo essere corretti innanzitutto con noi stessi e di conseguenza lo saremo anche con il nostro prossimo.

I colori grigio, viola e blu sono molto particolari in uno stesso contesto pittorico.

L’immagine è quella di una visione marina dove all’improvviso il cielo si oscura di grigio e di tonalità violacee che preannunciano una burrasca fondendosi con i cupi blu e azzurri del cielo e del mare. Le possibili grandi onde agitate dal mare mosso si presentano a noi come dei muri d’acqua che a differenza dei muri di pietra sono pronti ad infrangersi con tutta la loro forza su di noi.

Il grigio è mediatore quindi, in alcune circostanze, prefigura la nostra capacità di trovare, con saggezza, i giusti compromessi per raggiungere il nostro obiettivo: superare il muro.

Il viola invece è un colore meditativo spirituale che ci induce a riflettere sulle cose e sulla vita attraverso una luce mistica e non solo materiale.

La necessità spirituale di credere d’essere parte dell’universo creato non dovrebbe riferirsi solamente ad una fede cieca, ma ad una convinzione profonda dell’esistenza del tutto in uno.

Il blu è un colore riflessivo psicologico che ci spinge ad analizzare, tramite introspezioni interiori, lo stato del nostro equilibrio IO-IN*.

È distensivo e rilassante e ci conduce, con i nostri pensieri, in grandi spazi immensi, vuoti, dove la nostra vista si infrange contro una sottile linea d’orizzonte. Oltre il muro si apre un nuovo orizzonte che potrebbe spaventarci vista l’immensità ma che al contrario accettiamo con gioia e serenità delle nostre possibilità di vivere il resto della vita in pace con noi stessi.

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