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Tavola Razionale
"Il passato"

Immediatamente i ricordi riaffiorano, come foto di una polaroid “sfogliamo” l’album della nostra vita immergendoci nel passato, rivivendo a livello percettivo le stesse emozioni condivise in quel dato tempo, dall’infanzia sino ad oggi, ripercorrendo i momenti belli e brutti, conseguenza delle nostre scelte.

In questo film in bianco e nero rivedremo noi stessi, con i nostri atteggiamenti, le nostre qualità, i difetti, indaffarati nei nostri progetti o ideali con il fine di raggiungere uno status sociale ed economico tanto sognato.

Ma, ad un certo punto, qualcosa potrebbe esserci sfuggito, non facendoci rendere conto che durante la nostra frenetica corsa avremmo dovuto affrontare un “debito” dovuto al fato.

Il debito può essere di vario genere, temporale, materiale, morale, emotivo, di fede e spirituale.

Nel caso del temporale – materiale significa che potremmo avere in sospeso conti da regolarizzare aperti con la società materialistica e che, volutamente, abbiamo occultato o giustificato con pensieri o scelte egoistiche. Dovremmo predisporci mentalmente ad affrontare questa nostra condizione debitoria al più presto per ritrovare l’equilibrio della vita sociale.

La presenza di un debito morale – emotivo potrebbe significare che in alcune situazioni o circostanze il nostro comportamento verso il prossimo non sia stato corretto secondo la giusta etica. Potremmo aver offeso con parole e azioni una o più persone creando un clima di tensioni emotive e di frustrazione, sia in noi che nella coscienza dell’altro. Dovremmo riflettere sulle cause che ci hanno indotto a reagire in tal modo, e in seguito appianare la nostra relazione con la parte offesa.

Il terzo debito potrebbe essere quello riguardante la fede e la spiritualità.

A causa di una nostra volontà egoistica e materiale potremmo esserci allontanati dai valori spirituali acquisiti nell’educazione che c’è stata impartita o dal nostro creatore, pensando che da soli potessimo ottenere tutto ciò che desideravamo. Ora sentiamo il desiderio profondo di condividere, con il prossimo ed il creato, la parte spirituale di noi, mettendoci allo stesso livello.

Cercando di voler pagare questi debiti potremmo commettere l’errore di isolarci per ricercare la pace interiore persa a causa del nostro passato, l’appartarsi (in una certa condizione psicologica) non è un sinonimo positivo, soprattutto quando sentiremo la necessità di alleviare i dolori della nostra coscienza.

Dovremmo porci nella giusta condizione di poter riflettere sugli errori commessi e su come potremmo rimediarvi ristabilendo l’armonia perduta con l’opera creativa basata sull’amore.

L’equilibrio sia psichico sia emotivo è indispensabile per poter “visionare” il nostro passato e i relativi errori in maniera distaccata ed obiettiva. Il coinvolgimento estremo, in ambo i sensi, produrrebbe in noi un condizionamento che potrebbe farci vedere le situazioni filtrate da una luce diversa, più propensa alla giustificazione personale che ad un giudizio equo.

Un’altra componente fondamentale è l’amore. Non solo l’amore che potremmo ricevere ogni giorno dai nostri cari, ma anche quello che potremmo ricevere dal nostro prossimo, privo di fini o programmate compensazioni.

Una volta giunti a quest’appagamento emotivo nel nostro IO-IN* saremo pronti a donare amore. Il senso di pace che avremo ottenuto, una volta regolarizzati i nostri “debiti”, ed il senso di purificazione del nostro IO-IN* ci renderanno pronti ad amare noi stessi ed il prossimo.

Il passato, alcune volte, ci si presenta come uno scheletro nell’armadio e dovremmo avere il coraggio di aprirlo, di prendere con le nostre mani lo scheletro e di rivestirlo d’abiti nuovi e puliti perché si presenti rinnovato e accettabile e non più come uno spettro dal quale fuggire quale metafora delle nostre paure.

Anche se, fuggendo, potremmo credere di evitare “l’incontro” nella realtà, tale attitudine è solo un’illusione che, prima o poi, svanirà come evapora il miraggio in un deserto. È solo una questione di tempo, potrebbe essere prima, dopo o nell’ultima parte della nostra vita, ma stiamone certi che il debito che abbiamo contratto arriverà per essere saldato. La scelta di questa carta dovrebbe condurci alla presa di coscienza che il momento potrebbe essere giunto per affrontare il nostro passato, purificandoci e preparandoci ad una nuova visione dell’esistenza sia soggettiva sia di tutto il creato.

Il colore marrone è un colore caldo e profondo. La sua visione evoca in noi la terra definita, anche in senso metaforico, la nostra madre. “Terra siamo e terra ritorneremo”.

Ci sono alberi pluricentenari che sono ben radicati nelle profondità della terra e che con la loro continua presenza ci testimoniano tutto il passato trascorso.

Il passato è radicato in tale tronco ben accettato e vissuto. L’equilibrio biologico ambientale ha permesso di trascendere il tempo e giungere sino ai nostri giorni.

La terra “marrone”, con il suo caldo amore, ha avvolto e protetto le parti vitali di tale albero affinché superasse tutti gli imprevisti provocati dallo scorrere del tempo.

Il marrone richiama sentimenti legati alle nostre origini, la nascita, la vita, la morte.

È un colore rassicurante e tenero anche se, in alcuni casi, potrebbe sembrare ombroso. È anche sinonimo di metamorfosi; un continuo processo di morte e rinascita infinito della natura. Il passato è il marrone che trapassando il ciclo della morte è pronto al rinnovamento. La presa di coscienza di tale involuzione ci renderebbe già predisposti nel nostro IO-IN* ad un cambiamento della nostra visione di vita.

Come la terra ha bisogno d’acqua per tale missione divina, così noi abbiamo bisogno d’amore.

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