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Tavola razionale
"Il tunnel"

Il tunnel rappresenta un passaggio oscuro che separa due luoghi o realtà. In questo contesto testimonia una situazione di difficoltà che può variare in molteplici ambiti; può essere una situazione che sta perdurando da parecchio tempo e che potrebbe essere in questo momento indirizzata verso l’uscita.

Il tunnel è un luogo che più è lungo da percorrere e più ci opprime, creando situazioni di stress ansioso, quasi di claustrofobia. È anche la metafora della nostra vita che ognuno di noi è obbligato ad affrontare e rappresenta il canale di passaggio che ci permette di raggiungere due estremità che potrebbero essere complementari e nello stesso tempo opposte. Il buio è sinonimo di paura, di mancanza di riferimenti, d’assenza; però diventa contemporaneamente un momento di riflessione, di meditazione, e d’analisi introspettiva.

Un momento della propria vita dove trovare risposte ai propri errori, dove si ritrova il filo perso della nostra esistenza.

Quando ci si volge all’indietro si vede la luce del nostro passato che si sta allontanando da noi e che non rivedremo più se non nei nostri ricordi, sia positivi che negativi.

Una certa malinconia ci attanaglia, divenuta ormai certezza della nostra memoria e della nostra coscienza.

Il tempo intercorso nella nostra vita, tra il momento della nascita e l’entrata nel tunnel diventa capitolo chiuso di un libro a puntate.

In noi nasce la convinzione che, avendo fatto una determinata scelta, in un dato momento, l’imbocco del tunnel sia divenuto un percorso obbligato. Ma esiste anche il fato, ed in molti casi, è proprio lo stesso che ci conduce all’entrata forse perché dovremmo comprendere alcuni valori di vita che abbiamo egoisticamente disprezzato o, peggio ancora, ignorato.

Il fato è anche quello che ci apre ad un nuovo orizzonte intriso di vita nuova. Quando guardiamo di fronte a noi, nel tunnel, ad una certa distanza cominceremo ad intravedere la nuova luce che è diversa da quella che ci siamo lasciati alle spalle.

All’inizio non è ben definita nei contorni e in forza luminosa, ma esiste e per noi diventa immediatamente un punto di riferimento da seguire. Una guida che incomincia a modificare il nostro cammino che, sino a quel momento era instabile; una fonte di speranza inaspettata seppur sempre sperata.

Al di là del tunnel ci aspetta una nuova dimensione della nostra vita. Oltre il tunnel noi non saremo più gli stessi, il percorso al buio, il passato lasciato alle spalle, la rigenerazione interiore e psichica ci ha trasformato in una nuova persona pronta alle imminenti sfide della vita, con la differenza che ora si è più forgiati e si comprende meglio il valore di certe scelte e le relative conseguenze. In prossimità dell’uscita una luce dorata ci inebria, infondendoci una fiducia forte, sicura e radicata. Tale fiducia in noi stessi, acquisita attraversando e superando le paure e insicurezze nel percorso del tunnel, ci prende per mano e ci conduce teneramente. Non abbiamo cancellato il passato, quello rimane inciso nella nostra coscienza, diventando testimone di chi e cosa siamo stati, ponendosi come melanconico consolatore.

Oramai siamo sulla soglia, il nostro essere è a metà illuminato dalla luce nuova e dalle tenebre che ci stiamo lasciando alle spalle. Ancora un piccolo sforzo, con una giusta dose d’energia, che si dovrebbe ricercare nel più profondo di noi stessi. La vista del traguardo deve indurci a credere all’impossibile che in realtà non esiste, perché l’impossibile è tutto ciò che non desideriamo ottenere sia per mancanza di fede o più semplicemente per inerzia. Il sostegno delle persone più care è particolarmente importante in questo preciso momento, diventa sostegno morale e spirituale che ci può condurre definitivamente all’uscita.

È importante in tali momenti riuscire a creare un vuoto in noi stessi per non essere di nuovo contaminati da influenze esterne negative, che potrebbero deviarci dall’uscita in prossimità della quale non dobbiamo dimenticare il fattore temporale, vale a dire: per quanto tempo ho dovuto percorrere al buio questo passaggio?

Il tempo nella nostra breve esistenza prende una dimensione importante, tanto più se ce ne rimane poco da vivere; capire se abbiamo perduto o guadagnato rimane un’analisi soggettiva.

Certamente in un dato momento, al centro del tunnel, siamo stati oppressi da momenti di sconforto e d’alienazione, che però ci sono serviti come elementi per provare la nostra forza a sopportare e reagire.

Le difficoltà riscontrate possono essere di vario genere, sentimentale, familiare, di coppia, lavorative, di salute sia personale o di un nostro caro.

Questa carta è associata al colore grigio.

Il grigio si definisce un colore neutro e non necessariamente è sinonimo di tristezza o cupezza. Si possono comporre varietà di grigi caldi o freddi in base ad una loro maggior composizione di colore primario freddo o caldo.

Il grigio ci rammenta alcune giornate uggiose autunnali che ci predispongono alla meditazione o, se meglio preferiamo, ad una piccola rassegna di souvenir della nostra vita.

Il grigio è un colore intermedio tra il bianco e il nero e si pone come punto centrale del nostro metaforico tunnel.

Nel colore c’è una parte di nero e una di bianco non necessariamente nelle stesse quantità, così come nel nostro cammino siamo una parte del passato e una del presente.

Benché possa sembrare strano, il grigio, in un’espressione pittorica, nella maggior parte dei casi è sinonimo di luce o parte illuminata.

Chiaramente anche noi, nel nostro contesto di vita, potenzialmente potremmo essere trasparenti e lucenti. Le prove della nostra vita stanno progressivamente giungendo al termine, predisponiamoci dunque a quest’abbraccio rinnovato che la vita ci ha donato imparando, innanzitutto, ad amare per poter di conseguenza ricevere amore.

I nostri passi sono repentini in vista della luce che c’è di fronte e che ci abbaglia dopo così tanta oscurità.

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