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Tavola razionale
"L'amore"

Quante volte abbiamo vissuto, sognato, sperato nell’amore che avremmo voluto! È insito nella natura umana aspirare al raggiungimento del vero amore, anche se lo stesso in sé è scisso in molteplici indirizzi.

Abbiamo bisogno d’amare e di essere amati dai nostri familiari quali padri, madri, sorelle e fratelli.

Potremmo anche costruire particolari relazioni d’amore con persone con cui abbiamo legami d’amicizia rimanendo solo su un piano sentimentale. Quali padri e madri amiamo i nostri figli in quanto nostre creature e parti di noi stessi. Infine, c’è l’amore per la persona che amiamo sia sotto il profilo sentimentale sia erotico. Ad un certo punto della nostra esistenza potremmo accorgerci, dopo essere stati assorti dal vortice della vita in tutte le sue sfaccettature, che ci stanno mancando amore e affetti che sino a quel momento potremmo aver trascurato.

Ora che ne sentiamo la necessità ci rendiamo conto di quanto valore abbia l’amore vero e che senza di esso il nostro essere sarebbe vuoto e muto.

Potremmo avere tutte le ricchezze e i godimenti di questa vita, ma senza amore e senza la condivisione con le persone a noi più care, tutto diventerebbe come un castello di sabbia, bello da vedere, ma non da vivere. “C’è più felicità nel dare che nel ricevere” questa frase ambivalente, benché riferita in senso generale, è di grande valore e applicazione principalmente nell’ambito dell’amore.

Non è forse vero che siamo più appagati nel vedere la persona amata felice per tutto ciò che le doniamo?

Siccome l’amore è reciproco anche noi saremo felici quando il nostro partner ci donerà, anche se non in uguale misura, ciò che desideriamo.

Questa dimensione è l’amore perfetto che nella nostra realtà umana non esiste, così come non sussiste l’assoluto in nessuna creatura. Potremmo però coltivarlo per raggiungere il massimo del risultato; anche nelle altre forme d’amore questa “regola aurea” è applicabile perché universale e dataci “dall’uno” che ci ha amato di più, in maniera perfetta.

Per ottenere un tale livello d’amore da dare e ricevere, è necessaria una caratteristica importante, vale a dire il provare un amore profondo verso se stessi; da non confondere con un egoismo, o un egocentrismo, che verte solamente al soddisfacimento di piaceri personali poco o mai corrisposti. Non è possibile amare se prima non ci amiamo: il nostro primo prossimo siamo noi. Sarebbe come sostenere che un oste possa distribuire vino gratuitamente, ma nella sua botte con c’è vino nemmeno per se stesso.

I primi passi per amarsi sono quelli di pensare un po’ a se stessi nei dettagli della propria personalità riguardante la sensualità e l’erotismo.

È vero che queste qualità di solito sono innate in alcuni di noi, ma con una certa propensione potremmo ottenere buoni risultati. Oltre all’amore che proviamo per la persona amata noi desideriamo anche sensualità ed erotismo che completano, come fosse un cerchio che si chiude, a dimensione ideale della nostra relazione d’amore.

Questo ideale prende forma solo se tra noi e la persona amata, c’è un dialogo aperto senza barriere di sorta od ostacoli di natura reverenziale; la piena libertà d’espressione e di richiesta è un ingrediente fondamentale per la costruzione di un buon rapporto senza però cadere, cosa che purtroppo avviene molto spesso, in una mancanza di rispetto verso l’altro che ridurrebbe la libertà in prevaricazione.

Tutto ciò di cui abbiamo parlato sinora riguarda l’amore fra un uomo e una donna che si amano a livello sentimentale ed erotico ma come detto già detto all’inizio, in altre forme d’amore alcune caratteristiche vengono a mancare.

Amiamo una madre, un padre, un fratello, una sorella, in maniera diversa, anche se in alcuni casi esistono deviazioni incestuose consenzienti che si posizionano quasi sullo stesso piano erotico - sentimentale.

L’amore puro platonico è forse la forma più spirituale e forte che si può ottenere ma è di difficile conseguimento vista la nostra imperfetta natura intrisa d’istinti e passione, che difficilmente riusciremo a evitare o reprimere.

Vivere una vita attorniata di persone che ci amano ci rende individui felici e soddisfatti anche in situazioni difficili, dandoci la forza di superarle con serenità sapendo che non saremo abbandonati a noi stessi, in balìa di un mondo ostile.

Anche donare amore rende la vita piena di significato: avremmo così un senso che è ben riposto e non volubile ed effimero, come invece ci offre questo sistema di vita basato esclusivamente su ricchezza, potere e ingiustizie.

Il rosso è un colore primario caldo. La sua visione evoca il fuoco solare, lo scoppiettare di una fiamma che divampa in un incendio. Il rosso è anche sinonimo di forza consumante, passione, irruenza, sensualità, erotismo.

Il tutto lo potremmo identificare in una rosa rossa.

Il rosso spinge all’azione impulsiva, alcune volte al limite dell’incoscienza. Rappresenta mille papaveri in un campo di grano e si mette in evidenza con la propria precisa identità.

Associando l’amore al rosso non possiamo che constatare, in tutte e due, le stesse caratteristiche prima elencate.

Il rosso è anche utilizzato come simbolo d’attenzione. Così, anche nell’amore dovremmo lasciarci trasportare in quella dimensione eterea che ci“droga”sin nell’anima, facendo sempre attenzione a non assuefarci per non perdere il contatto con la realtà che ci porterebbe ad un risveglio brusco e drammatico.

Noi tutti ricerchiamo l’altra metà della mela e in moltissimi casi non la troviamo accontentandoci di far combaciare quella che abbiamo nel miglior modo possibile. Ma i margini non corrispondono e debordano sino al giorno in cui una delle due parti si stacca per continuare la ricerca.

Continuiamo ad amare e ad amarci, perché è l’unica vera essenza dell’esistenza umana, l’unica forza incancellabile che rimarrà eterna nell’universo.

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