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Tavola razionale
"L'artista"

Questo termine evoca in noi personaggi esistenti ed esistiti che con il loro genio hanno creato e creano opere d’arte di qualsiasi genere avendo vissuto e vivendo la propria vita in maniera anticonformista.

L’artista in generale ha un’identità molto particolare e indefinibile, di difficile schematizzazione. Sceglie un proprio ideale e, con la sua predisposizione, persegue il cammino scelto. La definizione d’artista non è necessariamente attribuita ad una persona che si cimenta in un atto creativo.

Un artista è anche quello che plasma la propria vita e le proprie idee in un certo verso, comportandosi ed esprimendosi di conseguenza. Per sua natura l’artista tende a discostarsi da canoni di vita imposti dalla società, dal consumismo o dalle mode. In realtà l’artista crea un suo canone che diventa il proprio stile, applicato in ogni frangente del proprio vissuto compreso quello creativo.

Egli persegue sempre un nobile ideale che resterà il suo obiettivo per tutta la durata della sua vita indipendentemente dai possibili ostacoli che potrebbero presentarsi durante il suo percorso. La persona che sceglie questa carta potrebbe vivere in un contesto sociale nel quale l’artista stesso diventa spunto di riflessione o di critica da parte delle persone di cui è circondato. Le tradizioni sono per l’artista barriere superate dalla propria apertura mentale o da una certa visione del senso della vita, completamente opposta ai criteri tradizionali. Per sua natura è, non vuole divenire. Il suo essere naturale lo porta a conformarsi più alle bellezze e alla spiritualità dell’universo creato, piuttosto che a stereotipi evanescenti proposti da questa nostra società frenetica e cieca. L’identificazione personale di questo tipo di propensione naturale potrebbe essere scoperta rispondendo a molteplici domande che ognuno di noi pone al proprio IO-IN*. L’artista non vuole essere ciò che gli altri desiderano che sia bensì al contrario, nella maggior parte dei casi, è giusto l’inverso.

Scegliendo questa carta significa che la persona sente nel proprio IO-IN* la necessità di perseguire un ideale, o personalmente o tramite attività di varie categorie aventi uno scopo idealistico. Probabilmente si potrebbe essere spinti da una volontà interiore di donare o di donarsi al prossimo in qualsiasi forma, con lo scopo di recare gioie e soddisfazioni emotive e di vita.

All’artista non basta più esprimere la “necessità” interiore attraverso la propria espressione artistica, ma ricerca un coinvolgimento maggiore della propria persona a livello di rapporto umano e sociale. Il desiderio dovrebbe essere quello di rendere partecipi più persone possibili a quella dimensione di serenità eterea che si potrebbe raggiungere attraverso un dialogo trasparente e amorevole tra la nostra parte razionale ed il nostro IO-IN*.

Uno dei mezzi con i quali si potrebbe raggiungere tale stato è l’arte.

L’arte ci conduce per mano nei meandri della nostra coscienza per mostrarci la pura parte di noi stessi che forse non conosciamo ancora, o meglio farci comprendere il senso della nostra esistenza.

L’immagine è quella di un pittore che, davanti al proprio cavalletto situato sopra un’alta scogliera di fronte ad un semplice spazio marino e celeste deve, con i colori e l’atto del dipingere, trascendere la visione temporale che gli è visibile per trasfondere sulla tela bianca le sensazioni, i sentimenti, le emozioni impercettibili all’occhio umano ma ben visibili dal nostro IO-IN*. Il lavoro dell’artista, in tal caso, supera la difficoltà fisica dell’atto creativo come fosse una barriera tradizionale impostagli dalla società per inoltrarsi con coraggio nel proprio labirinto intimo che rappresenta, in maniera infinitesimale, la riproduzione del grande “labirinto” sociale collettivo tanto caro a Jung.

Come nel caso del pittore “raffigurato”, ognuno di noi è predisposto per una simile missione ed è proprio tale attitudine che dovrebbe spingerci ad indirizzare la nostra esistenza oltre le barriere che ci sono imposte. Superare l’ostacolo però non significa porsi in una situazione di illegalità né umana né divina. Per l’artista il legame spirituale con il più gran creatore è di vitale importanza. Anche se alcuni si professano atei o agnostici, nascosti dietro la propria corazza razionale, nel loro IO-IN* non possono negare la verità: devono tutto ciò che sono al dono donatogli dal più grande artista dell’universo infinito.

I colori dell’arcobaleno rappresentano la summa delle tonalità cromatiche in pieno equilibrio tra loro, riunite in un’unica visione. L’arcobaleno è un patto di non belligeranza fra Dio e l’uomo, è l’odorare il profumo fresco e soave dopo un temporale impetuoso e fragoroso, una luce nuova che si irradia quasi a voler annunciare una purificazione dell’intimo universale.

L’arcobaleno è un arco che si propone al nostro IO-IN* come un ponte per condurci nel nostro “eden” più intimo facendoci scoprire che viviamo due realtà: quella che vogliamo che gli altri vedano e la nostra verità che abbiamo paura di mostrare, proteggendola da eventuali attacchi di pensiero e cultura.

L’artista è un’anima sensibile, profonda, spirituale, ricercatrice della saggezza e della conoscenza. Va oltre ciò che gli occhi vedono e gli orecchi odono, raggiunge quella dimensione onirica che dai più è considerata utopia incosciente.

Sì vera incoscienza, ma non nel senso attribuito dalla società moderna, ma in senso psicologico ed emotivo del termine.

L’affermazione in pensieri ed opere del proprio se stesso, in simbiosi con la volontà di essere utile al prossimo, in ogni forma questo sia possibile, è l’aspirazione più nobile che l’artista possa perseguire.

Il legame tra ciò che saremo, ciò che faremo e ciò che doneremo diverrà la linfa del nostro essere artista.

Quando queste condizioni non si riuniscono nel nostro IO-IN*, allora ciò che faremo sarà solo mercimonio in ogni suo senso.

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