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Tavola razionale "L'incatenato"

Potremmo sentirci prigionieri in varie situazioni sia fisiche sia mentali.

L’immagine è di una persona incatenata e rinchiusa in un piccolo spazio angusto dal quale è impossibile fuggire. Nella nostra vita potrebbe esserci capitato, o capitarci, di trovarci in situazioni nelle quali un senso di prigionia sia psicologica sia emotiva ci avvolge.

Noi vorremmo liberarci trovando una via d’uscita, ma non sapendo in quale modo.

Quando siamo incatenati ci sentiamo incapaci di qualsiasi azione, pur minima, ma soprattutto senza speranza. Le nostre problematiche ci appaiono più grandi della loro vera realtà, e di conseguenza insormontabili. In alcuni casi ciò che ci ha condotti a tale stato di prigionia potrebbero essere le scelte sbagliate effettuate in particolari momenti della nostra vita; in altri invece la causa potrebbe essere attribuita al fato.

Qualsiasi sia il tipo di situazione, non è mai impossibile trovare una soluzione per poterne uscirne. Le soluzioni potrebbero essere di vario genere: economico, psicologico, emotivo.

Nel caso economico occorrerebbe prefiggersi un obiettivo, anche non eccessivo. Raggiungendolo acquisiremo convinzione nei nostri mezzi associandoli a sforzo, dedizione e molto impegno. Progressivamente, ci renderemmo conto che ciò che ci appariva insormontabile è alla nostra portata avendo la possibilità di liberarci dall' incatenamento. A livello psicologico è molto più difficile.

L’incatenamento è nelle nostre idee e convinzioni, nella fiducia in se stessi, nel credere in qualcosa a cui potremmo aspirare. Molte volte sono le nostre paure o incertezze a farci da “manette” che ben serrate ci obbligano a dei movimenti rigidi e inadeguati.

Molti insuccessi, anche di minima importanza, potrebbero aver contribuito a instillare in noi un senso di incapacità e di debolezza che ci hanno condotto verso un tale stato di inazione e incatenamento. Le conseguenze di tali insuccessi potrebbero aver avuto ricadute anche coinvolgendo i nostri cari, trasformando questa circostanza in un macigno caduto di fronte a noi: un ostacolo insormontabile. Anche l’emotività gioca un ruolo importante in questa nostra dimensione d’incatenamento. Alcune volte potremmo essere trascinati in situazioni ambigue perché seguiamo le nostre impulsive emozioni fisiche invece di effettuare un’analisi riflessiva che verta sulle decisioni da prendere.

Nel caso contrario, la nostra emotività potrebbe non esprimersi in maniera pura ed adeguata, bloccandosi dinnanzi a eventi e possibilità che invece necessiterebbero tale nostra libera espressione. Le emozioni potrebbero essere positive o negative, necessitando in entrambi i casi di una gestione razionale e riequilibrata in parole e azioni.

Per potersi liberare dalle proprie situazioni personali si renderebbe utile il porsi in una condizione in cui la visione di noi stessi e della vita si presenti chiara.

La tranquillità psichica ed emotiva dovrebbe essere la condizione obbligatoria per il raggiungimento di tale libertà psicologica e del nostro IO-IN*.

Nel nostro intimo dovremmo essere in pace con noi stessi e di conseguenza con il prossimo e il creato. Ciò ci permetterebbe una visione molto razionale sul senso della nostra esistenza divenendo una forma di liberazione. Nella vita esistono anche “legami” dovuti a fattori quali malattie o disgrazie che ci impediscono di proseguire il nostro cammino. In questo caso l’incatenamento al quale siamo sottoposti è solo un’immobilità temporale che troverà il proprio sbocco a tempo dovuto.

In molteplici occasioni potremmo essere incatenati da situazioni che subiamo a causa altrui e di cui non possiamo

incolparci. Nel caso specifico potremmo individuare una via d’uscita accettando un eventuale compromesso con chi ci ha resi“ prigionieri”.

È solo il primo passo che ci condurrebbe, in seguito, ad una liberazione totale dall’impasse occorso.

I colori rosso, blu e nero, sono per certi versi molto particolari. Il rosso è un colore caldo, sinonimo di passione, amore e sentimenti che potremmo paragonare alla nostra parte emotiva. Lo sbocciare di una rosa rossa è un evento che ci affascina e incanta, ammaliandoci in uno stato d’estasi; però in tale dimensione d’incatenamento piacevole potremmo non voler più staccarcene rendendoci “prigionieri” del nostro godimento.

Il colore blu è un colore freddo sinonimo di riflessione, introspezione, ricerca interiore che potremmo paragonare alla nostra parte psichica rea anch’essa di condizionamenti mentali e decisionali che ci potrebbero condurre a situazioni di vita nelle quali ci sentiremmo completamente schiavi.

Paure    decisionali    potrebbero    essere    un’ulteriore    causa d’immobilità e di conseguenza di una prigionia “virtuale”.

Il colore nero, invece, in questo contesto diventa sinonimo di una condizione di vita, anche economica, non brillante che ci sta a poco a poco corrodendo. La volontà di fare molte cose o progetti e l’impossibilità materiale per iniziarli e portarli a termine tende a produrre in noi una tensione emotiva e psicologica che ci lega e più ci dimeniamo per liberarci più ci infliggiamo sofferenza.

Dovremmo prendere coscienza che, seppur incatenati, potremmo liberarci e dipende solo da noi riuscire in tale impresa. L’aiuto esterno può esserci utile per ragionare e riflettere sul perché e come siamo giunti a tale condizione. Una volta accettato ciò, potremmo ben definire la nostra strategia partendo dal problema alla radice, consci delle nostre possibilità da poter mettere in atto.

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