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Tavola razionale
"L'oceano"

Un’immensa distesa d’acqua che si perde in una linea d’orizzonte infinita, in un suo ondeggiare ritmico; un senso di pace e di distensione pervade il nostro IO-IN* in ammirazione estatica di tale profondità orizzontale e verticale. L’impulso ci spinge a gettarci in tale oceano per entrare in simbiosi con lui e poter raggiungere, in maniera più interiore, tale dimensione di forza e gran serenità. Tale propensione diventa come un’evasione da una routine di vita che oramai ci sta logorando, sia mentalmente sia emotivamente. Il bisogno interiore potrebbe essere diventato necessità primaria per ritrovare un proprio equilibrio psico – fisico.

Potremmo avere la netta sensazione di aver perduto qualcosa nel nostro passato ed ora è giunto il momento di mettersi alla sua ricerca. Ciò che potremmo aver perso è un amore, un’amicizia, un ideale, una fede, una famiglia o altro. La vastità dell’oceano ci indica la difficoltà a ritrovarci e ritrovare ciò che potremmo aver perso, quasi come fosse non un ago in un pagliaio ma un anello nell’oceano. L’impossibile non esiste, quindi non dovremmo scoraggiarci nell’affrontare tale immensità marina che, nello stesso tempo, diventerebbe per noi motivo di riequilibrio, pace e serenità. La ricerca non è ossessiva ma paziente e serena.È grazie al lasciarsi trasportare dal fato che, razionalmente o inconsciamente, potremmo scoprire il “tesoro” perduto; come se fossimo su di una barca a remi nel bel mezzo di un oceano, senza più una direzione da seguire, dove solo il movimento delle onde e delle maree determina da quale parte ci stiamo dirigendo.

Oggi potremmo desiderare di essere in tale situazione per due motivi: il primo è quello che tale isolamento dal mondo, benché terrificante in quanto circostanza, produrrebbe in noi uno “strano” senso di serenità interiore dovuto allo stacco dalle tensioni e stress della nostra vita. Una pace data dal nulla intorno a noi. Il secondo motivo è che, benché in balia di queste sensazioni eteree avremmo la certezza che gli eventi ci condurranno ad una presa di coscienza indispensabile per il ritrovamento del nostro vero sé.

Non l’abbiamo voluta tale ricerca, ma solamente desiderata. Nella vita potrebbero accadere cose o situazioni che, se analizzate con logica e obiettività, non trovano risposte esaurienti sul come e perché dell’accaduto. È proprio questo il fato dell’ipotetico movimento oceanico che interviene illogicamente, ma con uno scopo naturale preciso. Il desiderio di rilassamento è una condizione indispensabile per il nostro IO-IN*.

Il lasciarsi condurre per mano verso l’ignoto, alla ricerca di sé e dei valori persi, in uno stato emotivo e fisico di serena pace, diventerebbe il giusto vademecum della nostra vita. L’oceano ha anche una caratteristica ambivalente. Potrebbe mostrarsi calmo e rassicurante, donandoci tali sensazioni benefiche per lo spirito, ma nello stesso tempo

diventare potente, impetuoso e pericoloso con le sue burrasche o tsunami; caratteristiche queste che, al contrario, potrebbero perderci in maniera definitiva.

È con un atteggiamento di riverenziale rispetto che ci si dovrebbe porre all’invito dell’oceano, anche se siamo stai noi a cercarlo per condividerne le sue proprietà emotive e spirituali.

Le nostre paure in tale stato d’isolamento sereno ma pericoloso, saranno dominate dalla nostra presa di coscienza che, noi stessi, senza più scaricare responsabilità varie sul prossimo, assumeremo con impegno e convinzione. L’immergersi in tale acqua riposante ci permetterebbe di rompere temporaneamente i ponti con il nostro presente angosciante e frenetico. Tutti corrono, tutto corre, il tempo sembra accelerare lo scandire dei secondi che inseguiamo sempre di più con affanno.

Quale immagine potrebbe meglio rappresentare lo svincolo da tutto, se non quella di un oceano notturno nel quale il blu cielo della notte si distingue a malapena dal blu oltremare della gran distesa d’acqua frusciante e al tempo stesso silenziosa; il tutto illuminato da uno spicchio di luna che emana una luce soffusa che si specchia nel vitreo elemento. Il colore blu è rilassante, ma anche introspettivo e riflessivo. È un colore freddo che rappresenta la condizione distaccata con la quale dovremmo approcciare vari temi o situazioni. La visione di un grande spazio colorato di blu ci dà l’impressione che, ad un certo punto, al centro, si apra un varco nel quale siamo invitati ad entrare. È come se, davanti all’oceano, le acque si aprissero e ci invitassero ad attraversarle. Di là dal blu non sappiamo cosa ci attende, malgrado ciò l’invito del colore diventa irresistibile e inebriante. Se accettassimo di confrontarci con il blu significherebbe che siamo intimamente pronti per tale immersione di estasi “stupefacente”. Alla fine di tale confronto, dopo aver ritrovato ciò che cercavamo, saremo persone rinnovate, pronte ad affrontare la restante parte della nostra vita.

Oramai non ci siamo lasciati più niente nel passato se non i ricordi e le esperienze sia positive che negative. Dopo aver dolcemente vagato nell’oceano, siamo approdati sull’isola della nostra vita, consci che le nostre scelte sono state ponderate e ben riposte. Il cielo, l’oceano e la luna che prima ammiravamo ora sono diventati un dipinto su tela, che ben incorniciato abbiamo appeso nel nostro IO-IN*.

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