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Tavola razionale
"La felicità"

Quante volte abbiamo sentito, sperato, desiderato la felicità! L’immagine che ci figuriamo è di noi stessi, sorridenti e appagati della propria vita in piena condivisione con le persone amate. Ora siamo tutto ciò che abbiamo sempre desiderato.

La scelta di questa carta determina da parte della persona che l'ha scelta un forte desiderio di voler raggiungere tale stato nell’amore e nella ricchezza materiale. Desiderare non significa obbligatoriamente ottenere, quindi siamo spinti a fare il possibile per raggiungere tale tipo di felicità.

Sia per l’amore sia per la ricchezza è necessaria una predisposizione del nostro IO-IN* ad affrontare il percorso che si è pronti ad intraprendere.

Tale predisposizione è in noi, dunque dovremmo trovare un punto d’incontro tra i nostri desideri inconsci e la nostra volontà seguita dai fatti, per poter raggiungere una dimensione di piacere e appagamento.

Essere positivi è il primo passo necessario in ogni nostra decisione che riguardi qualsiasi risvolto della nostra vita.

Essere consapevoli che abbiamo le facoltà e i mezzi per costruire il nostro presente e futuro su basi solide e durature.

La visione che più si addice a rappresentare tali condizioni è quella di un costruttore di cattedrali, il quale ha un terreno su cui costruire“il proprio tempio”, ha a disposizione tutti i materiali e macchinari necessari, il personale di lavoro per la costruzione e la conoscenza, la saggezza, la capacità, l’entusiasmo per portare a termine il proprio sogno.

Ecco svelato il segreto: la vita ci può offrire tutte le condizioni necessarie per raggiungere la felicità ma se noi non abbiamo la capacità, la conoscenza, la saggezza e l’entusiasmo per costruirla essa passerà davanti ai nostri occhi senza che ce ne accorgiamo.

Credere in se stessi diventa una condizione obbligatoria, non impossibile, ma come credere in sé se durante la propria vita abbiamo subito prove e situazioni che non siamo stati in grado di superare?

Le sofferenze, le prove, sono proprio gli elementi necessari per distillare il meglio del nostro essere che altrimenti si cullerebbe in una realtà monotona e insipida.

Un fallimento, o ci rafforza e motivandoci a ricredere in noi stessi, riprovandoci, o ci distrugge del tutto conducendoci verso un baratro emotivo e sentimentale. Se leggiamo il percorso fatto dagli uomini più ricchi della storia, più volte emergerà che nella propria vita hanno fallito almeno una volta, in certi casi molte di più.

È chiaro che la determinazione e le qualità in precedenza descritte erano ben radicate in loro e non sono state intaccate da brevi imprevisti di percorso.

Credere in se stessi è anche una condizione psicologica che si ottiene mediante progressivi traguardi raggiunti, previo obiettivi prestabiliti. Una cosa importante (qual è la felicità) non si ottiene con un gran colpo, ma tramite la continuità, lo sforzo e il desiderio entusiasta di raggiungerla.

Attenzione però a non confondere la dimensione della felicità legata ad una condizione privilegiata di ricchezza. La felicità copre tutti gli aspetti della vita indipendentemente dalla nostra condizione sociale.

Si può essere felici con poco, tutto sta alla nostra condizione presente dell’IO-IN*, si può amare ed essere felici puramente, in alcuni casi, anche in modo platonico.

La specificità della felicità legata al significato della carta è indirizzata alle persone che, come ben descritto nella sintesi, sono pronte e predisposte a questo livello materiale di espressione di felicità.

Per   quanto   riguarda   il   raggiungimento   della felicità“spirituale”nell’amore, le condizioni inerenti il tipo d’amore che desideriamo e al quale aspiriamo sono molteplici e molto differenziate.

A differenza della ricchezza, nell’amore il raggiungimento dell’appagamento è solo a livello etereo e sentimentale, la parte fisica e materiale diventa, al contrario della ricchezza, marginale.

La vera felicità nell’amore si ottiene con la purezza e il rispetto che ci proteggono dalle contaminazioni lussuriose che ci circondano. La vera felicità in generale si raggiunge con la ricerca e l’applicazione delle norme morali e spirituali che sono profondamente incise nel “subconscio collettivo”a partire dalla nascita dell’esistenza umana.

Tutti noi percepiamo, in ciò che si definisce coscienza, le spinte pure che ci inducono a rifiutare qualsiasi condizione ambigua che ci potrebbe portare a mancare il bersaglio della felicità.

Il giallo è un colore primario che ci impressiona per lucentezza e chiarezza. L’immagine è quella di una luce abbagliante solare o lunare che si diffonde in grandi spazi aperti, quali un deserto o una distesa antartica.

La luce in questi spazi si diffonde come una componente biomorfa e ricopre tutto e tutti. Il giallo è un colore caldo e nella maggior parte dei casi tende a rendere caldo qualsiasi altro colore nato dalla miscela con uno o più colori anche se freddi.

Da questo comprendiamo la sua forza intrinseca capace di trasformare il freddo in caldo anche se non totalmente. Il nostro IO-IN* ha bisogno di questa caratteristica del giallo per divenire pronto e forte per il raggiungimento dei propri desideri.

Ma come possiamo sapere se siamo pronti sia inconsciamente sia psicologicamente?

Questo è il momento più difficile e topico, in realtà sarà una percezione sensibile, ma ben definita e chiara, che sentiremo dentro di noi e che diventerà una certezza acquisita.

Tale certezza, in maniera naturale, ci spingerà a decidere scelte e azioni verso il nostro obiettivo senza più paure o timori di qualsiasi sorta.

Non saranno atti di incoscienza bensì di coscienza, l’acquisizione equilibrata del proprio sé ci convincerà delle possibilità che la vita ci offre. Questa volta non passeranno più inosservate davanti ai nostri occhi.

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