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Tavola razionale 
"La Prospettiva"

Molte volte ci siamo trovati ad osservare alcuni paesaggi o oggetti da un particolare punto di vista ricevendone sensazioni o visioni che ci hanno indotto a fissare, nei nostri ricordi, tali immagini. È nella nostra natura umana visionare il mondo ponendoci spesso in un’unica direzione, sia per comodità sia per una sorta d’imitazione sociale o, peggio, per una sorta di condizionamento.

Ciò che siamo capaci di vedere potrebbe avere molteplici sfaccettature nascoste alla nostra visione, molto più interessanti. Per scoprire ciò dovremmo collocarci in una prospettiva diversa che ci possa mettere in condizione di valutare o visionare il tutto in “tutto”.

Così facendo avremmo una panoramica completa che ci permetterebbe di valutare, ammirare, riflettere in maniera imparziale ed equa qualsiasi cosa o situazione. In alcuni momenti della nostra esistenza potremmo trovarci in una condizione in cui sarebbe importante valutare ciò che sta succedendo, per questo saremmo invitati a vedere le cose sotto una diversa ottica. Potrebbe essere possibile che in passato non abbiamo intravisto alcuni dettagli, inducendoci a fare scelte di vita negative. Di fronte ad ogni decisione da prendere sarebbe consigliabile valutare sempre la situazione che stiamo vivendo in ogni sua prospettiva. Per riuscire al meglio in questo, sarebbe fondamentale osservare una parte di noi stessi e del nostro IO-IN* in una prospettiva particolare. Noi potremmo credere d’essere ciò che siamo osservandoci nelle azioni che compiamo ogni giorno, ma raramente ci osserviamo dentro il nostro IO-IN*.

Potremmo tendere a valutare le nostre capacità o qualità, ostentandole al prossimo, minimizzando invece i nostri difetti o tratti caratteriali. Riuscendo a cambiare l’osservazione del nostro vero essere potremmo scoprire nuovi aspetti della nostra personalità sino a quel momento inesplorati. Potremmo scoprire che ciò che si ritengono qualità in realtà nella loro espressione si dimostrano effetti negativi, mentre i difetti, in un certo senso positivi. Potremmo essere sorpresi nel notare che un’altra persona è velata in noi, e che da tempo bussa alla nostra mente per poter uscire dal suo torpore.

Potremmo non vedere questa sembianza perché siamo accecati dal sistema di vita che ci viene imposto che ci incatena, impedendoci di volgere il nostro “sguardo” in varie direzioni, utili per noi al raggiungimento dell’equilibrio di noi stessi.

Sarebbe importante in questa nuova analisi prospettica coltivare una buona dose d’obiettività associata ad uno stato di sensibilità emotiva e psicologica. Per esseri obiettivi dovremmo porci sempre nella condizione di valutare decisioni o situazioni in tutti i loro aspetti e possibilità.

Il non condizionamento diventerebbe un elemento primario per una corretta visione del tutto.

Importante sarebbe anche la gestione della nostra emotività che potrebbe, passando per gli estremi, giocare un ruolo importante nelle nostre scelte.

La tranquillità invece diventerebbe una dimensione metafisica del nostro IO-IN*. L’allontanamento da qualsiasi tipo di tensione psico-logica ed emotiva sarebbe un altro fattore positivo per una visione variabile del tutto.

Come potremmo osservarci da molteplici prospettive?

Una possibilità, non di minore importanza, potrebbe essere quella di confrontarsi con gli altri. Attenzione però a non confondere il confronto con il paragone. Ogni essere è un soggetto unico e irripetibile, ed è ciò che determina la grandezza magnifica della creazione umana.

Potremmo confrontarci con il prossimo osservando in lui ciò che di meglio soggiace nel proprio IO-IN* cercando di

riceverne tutte le qualità buone a noi utili.

A sua volta, il prossimo, ci osserverà, ci condividerà, ci amerà ricevendo altrettanto.

Potrebbe essere possibile che nel prossimo scopriamo una parte di noi stessi che, osservandoci, non riuscivamo a vedere.

La visione è quella di un albero con grandi rami ed un grosso tronco che stiamo osservando dal sentiero di un bosco. Dietro questo gran tronco c’è un fiore meraviglioso che spunta ai suoi piedi, uno scoiattolo saltella per raggiungere il suo ramo, ed un nido d’uccelli è posto sullo spazio dove il ramo o tronco si congiungono.

Da dove siamo posizionati tutto ciò non lo vediamo perché nascosto dietro il tronco. Ciononostante il fiore, lo scoiattolo e il nido esistono; per vederli dovremmo cambiare la nostra prospettiva di visione ed ecco che un mondo inatteso ci sorprende.

Il colore blu indaco è un colore freddo, come potrebbe essere la nostra capacità di analizzare le cose in maniera distaccata, razionale ed obiettiva.

Il blu indaco ci conduce tramite la tranquillità e la riflessione a guardare dentro i meandri del nostro IO-IN*. La visione di un oceano con un orizzonte infinito ci trasporta con la nostra mente e con il nostro IO-IN* a perderci nello spazio e nel tempo per meglio scoprirci laddove con la sola vista ci è interdetto.

L’immensità spirituale del nostro cuore è ancora tutta da scoprire e, tramite l’arte, ci viene concesso di scrutarne alcune vie.

L’arte del colore, nelle sue espressioni astratte, diventa come un pellegrinaggio che ci conduce alla scoperta del nostro vero sè temporale e spirituale; un’andata e ritorno di un viaggio etereo pur sempre ancorato al nostro essere “umani”. Da dove e come ci osserviamo sono i migliori punti di vista per rivelarci chi siamo, a cosa serviamo e dove andiamo.Se ammirassimo la natura ed il creato in una nuova prospettiva, percepiremmo la parte spirituale di noi stessi di cui è parte.

Non è con i nostri occhi fisici che riusciremo a vederci chiaramente, ma è solo con la vista del nostro IO-IN* che avremmo indicazioni precise ed obiettive del nostro vero status.

Come nell’arte, compresa quella astratta, la prospettiva è un elemento indispensabile per la costruzione dell’opera, così nella nostra vita la visione dalla giusta prospettiva ci permetterà di costruire il senso della nostra esistenza come lo è un’opera d’arte che procura piacere a chi la visiona.

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