Benvenuto del Fondatore

BIOGRAFIA

Giuseppe Quartieri, in Arte “Donatien”, già in giovane età si interessa all'Arte e frequenta diversi atelier d'artisti ma sopratutto visita le prime gallerie d'arte moderna del milanese.

Dopo 5 anni dedicati alla pittura, durante la sua adolescenza, interrompe il suo percorso per dedicarsi al mondo dell'estetica e della bellezza sino a 30 anni per poi dedicarsi definitivamente al suo vero ideale: L'Arte!

Il nuovo approccio lo indirizza subito ad una ricerca ed espressione artistica rivolta alla ricerca del colore e alle sue connessioni con l'inconscio.

A questo proposito tiene nel 1995, al Centro di riabilitazione Stephanu Swerk d'Isny Monaco di Baviera, una settimana di lavori e conferenze sul proprio approccio Chromologos applicandolo con dei test, effettuati ai partecipanti a questa esperienza.

E' in questo periodo che nasce la prima versione delle carte dell'inconscio Chromologos.

Nel 2000 pubblica un trattato di riflessioni artistiche e spirituali in 3 lingue (Italiano-Francese-Inglese) dal titolo"Spirito-Luce-Arte".

Successivamente nel 2005, dopo aver esposto le proprie opere e la sua metodologia in diverse gallerie e Saloni a Parigi- Roma- Rimini- Heidelberg- Lione-Chartres ecc...partecipa attivamente all'Accademia del colore di Dieulefit (ora di Bordeaux).

Durante lo stesso anno diventa membro della societa Francese di PsycoPatologia dell'espressione d'arte di Parigi essendo attivo negli incontri di studio e analisi dell'espressione artistica, tiene inoltre conferenze in varie città come Ravenna, Chartres ecc. inerente il simbolismo del colore della cattedrale di Chartres e il significato del colore nel periodo medioevale.

Parallelamente prosegue il proprio percorso artistico-pittorico approfondendo sempre di più la sua propria idea e metodo Chromologos realizzando continuamente test con i partecipanti agli atelier.

Tutto ciò conduce l'artista nel 2013-2014 a scrivere un libro in due lingue ( Italiano-Francese) dal titolo “Chromologos” Dialoghi con l'inconscio nel quale tutti gli studi degli ultimi 20 anni prendono forma in un testo e un metodo dedicato al colore e alle sue possibilità di connessione con il nostro inconscio.

Nel 2015 inizia una ricerca più approfondita sulle possibilità fornite dai colori non solo per quanto riguarda la ricezione visuale estetica, ma anche sul legame che nel nonstro IO-IN lega COLORE- OLFATTO- UDITO.

Questi suoi studi lo portano a pellegrinare in varie nazioni per conoscere e apprendere più da vicino questa tematica.

Nel 2016 nascono le fragranze olfattive scelte sulla base del linguaggio coloristico. Nello stesso anno in collaborazione con Sylvain Menoud viene creata la musica vibratoria IO-IN Time complemento di accompagnamento per l'equilibrio interiore.

Ovviamente Chromologos è anche una disposizione di design d'interior inerente il rispetto delle chromie necessarie nella vita quotidiana.

Sono in programma esposizioni, conferenze e stage sul concetto Chromologos.

cliccando qui potrete guardare le opere di "Donatien" G. Quartieri

FILOSOFIA DEL METODO

 

Con gli atelier della scuola Chromologos cercheremo di inoltrarci in territori inesplorati grazie ai quali ci avvicineremo ad una dimensione del nostro essere IO-IN* in rapporto con il creato.

Le nostre teorie e metodologie daranno adito a dibattiti, confronti, rifiuti di cui siamo ben consci sin d’ora.

La nostra forza controcorrente, riuscirà a superare i vari ostacoli che incontreremo. La nostra genesi è oggi avviata ed io, per primo, sono e sarò in trincea per partecipare a questo passaggio importante dell’arte.

Il nostro IO-IN* è pronto per questo viaggio metafisico legato alla (nostra) realtà umana.

 

“Neppure il quadro è più oggi un simbolo. Esso ha la propria motivazione in se stesso, nei suoi colori e nelle sue forme. Per cercarlo, il pittore si serve di superfici e colori, ma è dal suo intimo che attinge le forze vitali. Egli da forma ai suoi sentimenti sotto la guida dell’intuizione o dell’ispirazione.”

 

Oggi abbiamo preso coscienza che il ruolo dell’Arte, nel nostro caso in pittura, supera la barriera della visione temporale estetica per elevarsi ad una dimensione più impercettibile ed eterea. Oggi l’Arte ci invita a dialogare con il nostro inconscio e con quello collettivo. È solo tramite questo dialogo, non parlato, che riusciremo ad alleviare le nostre paure, e di conseguenza, abbattere i muri del pregiudizio in senso generale.

L’opera d’Arte non è più decorativa, ma diventa contemplativa, diventa specchio del nostro io che muta desideri e obiettivi in possibilità e non più solo in sogni.

Il colore con la sua forza espressiva oggi s’impone come protagonista di questo vuoto sociale contemporaneo, diventando impronta dell’essere.

La sua forza spirituale caratterizza anche il ruolo che sin da prima delle costruzioni delle cattedrali è sempre stato quello di trait d'union tra la nostra parte impercettibile e quella dell’universo creato.

Oltre che essere simbolo di certi valori, è un codice d’accesso alle nostre emotività e sentimenti; nonostante tutto ciò i colori in sé hanno una funzione parziale se noi, esseri umani, con tutte le nostre caratteristiche, non interagiamo con loro affinché non avvenga quel connubio che ci permetterebbe di oltrepassare il muro della nostra dimensione umana.

In questo è racchiuso il concetto dell’immortalità dell’Arte e dell’artista che l' ha abbracciata.

Per proiettarsi nel futuro è indispensabile essere consci del proprio passato, ed è ciò che noi, con Chromologos abbiamo fatto, non rinnegandolo, ma migliorandolo, divenendo noi stessi, già passato di domani.

La simbologia usata nell’attribuzione del nome delle carte e nella loro descrizione si è resa necessaria per via dei limiti posti alla nostra capacità di “lettura” inculcati dall’infanzia. Ogni cromo espressione, in Chromologos, ci riconduce sempre ad una visione della realtà che diventa metafora di vita vissuta, passata, presente, futura.

Il tempo non esiste, per questo la temporalità delle carte fa sì che le visioni a cui ci riconducono sono rivissute in un loro continuo ripetersi nel ciclo della vita.

Anche i Sumeri poterono condividere le tematiche di questo dialogo con l’inconscio attraverso l’arte, e nulla prova che non ci siano riusciti.

Chi può negare che il nostro IO-IN* collettivo fosse già vivente alla loro epoca?

“impossibilia tantum cui qui non credit existunt…ego credo!”

 

Per concludere vorrei citare una frase del maestro Itten che dice:

 

“Qualsiasi possa essere il futuro orientamento della pittura, la forza espressiva dei colori conserverà sempre un ruolo essenziale nel processo creativo.”#

 

Noi con Chromologos il nostro mattone lo stiamo posando quali partecipanti alla costruzione della “Cattedrale” dell’Arte dedicando tutto o parte di noi stessi e, come fecero nel medio evo:

 

“ Vivevano in catapecchie e costruivano cattedrali.”

"Donatien" G. Quartieri

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